Tesi di laurea di Samuele Fiorella
Mi chiamo Samuele Fiorella e, da neolaureato del corso di laurea magistrale in Mediazione linguistica, turismo e culture dell’Università di Trento, ho voluto indagare il ruolo della tecnologia nei processi di valorizzazione culturale e nella museologia contemporanea. In questo contesto, la mia ricerca nasce dalla volontà di esplorare come il digitale possa divenire un fattore centrale nei processi di mediazione culturale. Il lavoro ha preso forma attraverso il confronto con il mio relatore, Prof. Marcello Beato, e si è sviluppato a partire da una domanda chiave: in che modo gli strumenti digitali possono contribuire a rendere l’esperienza museale più accessibile, coinvolgente e partecipativa?
L’indagine si è concentrata sull’applicazione MobiCult, analizzata come modello innovativo di mediazione digitale nel contesto del Trentino-Alto Adige, e sulla progettazione di un’audioguida digitale per la Casa d’Arte Futurista Depero di Rovereto. La metodologia adottata ha combinato un approccio teorico-analitico con una fase progettuale ed applicativa. Da un lato, è stata esaminata la struttura dell’app e le sue potenzialità comunicative; dall’altro, è stato sviluppato un prototipo concreto di audioguida digitale. In questa fase, il confronto diretto con il contesto museale è stato fondamentale: grazie alla collaborazione con Annalisa Casagranda del Mart, ho potuto visitare la Casa d’Arte Futurista Depero, analizzandone gli spazi e le possibili modalità di costruzione di un percorso narrativo digitale conforme all’identità del museo.
I risultati ottenuti evidenziano il ruolo di MobiCult come piattaforma innovativa per la valorizzazione del patrimonio culturale, nonché strumento capace di favorire un’esperienza immersiva e accessibile. L’analisi ha inoltre messo in luce la possibilità di sviluppare una prospettiva di sistema tra Trentino e Alto Adige. Ciò che emerge è infatti la necessità di una valorizzazione integrata, capace di costruire un ambiente digitale condiviso: un sistema coordinato permetterebbe di superare le attuali frammentazioni territoriali, offrendo ai visitatori un’esperienza più coerente e completa dell’intero territorio. L’adozione di una piattaforma digitale comune, supportata da contenuti multilingue e adattabile alle specificità locali, favorirebbe la creazione di itinerari culturali trasversali e una maggiore interconnessione tra istituzioni museali.
In questa prospettiva, MobiCult potrebbe costituire una base strategica per sviluppare percorsi tematici condivisi, ad esempio costruendo narrazioni territoriali comuni legate alla storia, al paesaggio o alla memoria.
Del resto, i benefici di un simile ecosistema digitale non riguarderebbero soltanto la dimensione culturale, ma anche quella turistica. Una strategia integrata contribuirebbe infatti a rafforzare la visibilità internazionale del territorio, promuovendo itinerari interregionali e diversificando l’offerta turistica. Inoltre, la creazione di percorsi digitali estesi favorirebbe l’esplorazione di aree meno conosciute, incoraggiando una distribuzione più equilibrata dei flussi e contribuendo alla destagionalizzazione del turismo. Grazie alla tecnologia, i visitatori potrebbero essere guidati attraverso contesti urbani, rurali e montani, scoprendo esperienze culturali differenziate e complementari.
La progettazione dell’audioguida per la Casa Depero si inserisce proprio in questa prospettiva. Il prototipo sviluppato dimostra come un approccio narrativo strutturato e supportato da contenuti multimediali possa rafforzare il coinvolgimento dei visitatori e valorizzare la complessità dell’opera di Fortunato Depero. L’esperienza museale viene così arricchita da una dimensione digitale che non sostituisce la visita fisica, ma la amplifica, favorendo una relazione più attiva e partecipativa con lo spazio espositivo.
Guardando a possibili sviluppi futuri, l’applicazione MobiCult potrebbe essere ulteriormente potenziata attraverso l’integrazione di tecnologie emergenti, come realtà aumentata e intelligenza artificiale, in grado di offrire esperienze sempre più personalizzate. Parallelamente, appare fondamentale promuovere una visione sistemica della valorizzazione digitale, che incoraggi la collaborazione tra istituzioni culturali e favorisca la creazione di modelli replicabili anche in altri contesti territoriali.
Questa ricerca conferma come il digitale non rappresenti soltanto un supporto tecnologico, ma una vera e propria evoluzione del linguaggio museale. Strumenti come le audioguide digitali possono infatti diventare mediatori capaci di creare nuove connessioni tra visitatori e patrimonio, contribuendo a trasformare il museo in uno spazio dinamico, partecipativo e aperto alle sfide della contemporaneità. In questa direzione, l’integrazione tra innovazione tecnologica e valorizzazione culturale rappresenta una delle principali opportunità per ripensare il futuro della comunicazione museale.